Dott.ssa Donatella Romanelli - Psicologa e Psicoterapeuta
Articolo di Donatella Romanelli
Sono una psicologa e psicoterapeuta, con una passione per la scrittura.
Ricevo i miei pazienti anche tramite un servizio di consulenza psicologica online
(tel. +39 345 0362377 dall'Italia, oppure +41 77 473 32 50 dalla Svizzera).
 

I bambini sono chiusi in casa a causa del Coronavirus. Non c’è la scuola a scandire i ritmi della giornata, manca la regolarità, la socializzazione con gli amici, le attività extra-scolastiche, le uscite, i parchi.

Eppure, a questa situazione i bambini sembrano adattarsi molto più rapidamente che noi adulti e in modo sorprendente ci mostrano che sono capaci di organizzare il loro tempo con lavoretti, letture, giochi di società, riscoperta di quei giocattoli aperti una sola volta, costruzioni di capanne e soltanto qualche cartone animato in più.

I nostri figli che avevano tutto il tempo organizzato, quelli stessi bambini a cui non lasciavamo pomeriggi liberi perché le attività extra-scolastiche sono “utili a stimolare la loro crescita”, i nostri figli che si disperavano nei momenti di noia perché incapaci di gestire anche pochi minuti senza fare niente, quegli stessi bambini che non sapevano seguire anche piccole regole, stanno rispettando una delle regole più grandi e difficili: “Non uscire di casa”.

Il tempo ritrovato dello stare a casa, dei ritmi lenti, della noia e della creatività che ne deriva, ci permette di capire che molte ansie sono nostre: i bambini sono capaci di organizzarsi, di annoiarsi, di seguire le regole e che per stare bene hanno bisogno di lentezza, di serenità familiare, di ascolto e di una semplice passeggiata su un prato quando si potrà.

Questo spazio bianco che stanno ritrovando (e noi insieme a loro), non saturato dalle nostre ansie di “fare sempre di più” perché “manca sempre qualcosa per rendere felici i nostri figli”,  è uno spazio prezioso che sarebbe bello lasciar loro anche quando questo periodo di isolamento forzato a causa del Coronavirus sarà finito.

Articolo di Donatella Romanelli