Alleanza terapeutica

La collaborazione tra il terapeuta e il paziente

La psicoterapia è davvero efficace?

Numerose ricerche portano a rispondere in modo affermativo a questa domanda (Lambert, 2004; Stiles. Ed al.1999; Smith, Glass, Miller, 1980). Mettendo a confronto gruppi di pazienti trattati in psicoterapia e gruppi di pazienti non trattati si è giunti alla conclusione che l’80% dei soggetti sottoposti a trattamento sta molto meglio dei pazienti non trattati (Lambert, 2004).

Qual’è uno degli aspetti che predicono il buon esito della terapia?

Uno degli aspetti principali che incide in modo positivo sulla terapia a prescindere dall’orientamento teorico del terapeuta è l’Alleanza Terapeutica.

Cos’è l’Alleanza terapeutica e come si costruisce?

L’alleanza terapeutica è il rapporto di fiducia che si crea tra terapeuta e paziente per raggiungere un obiettivo comune: il benessere del paziente.

Il terapeuta deve essere bravo nel costruire una buona relazione, solo così il paziente può sentirsi assolutamente a proprio agio. Il paziente deve sentirsi capito veramente e percepire che il terapeuta abbia compreso la sua situazione, si sia sintonizzato su essa e sia in grado di sostenerla.

L’importanza della relazione terapeutica fu per la prima volta presa in esame da Sigmund Freud. Egli parlava della necessità del fare del paziente un “collaboratore”; suggeriva dunque che il paziente e il terapeuta si coalizzassero insieme contro i sintomi del paziente: il paziente attraverso una libera esplorazione e il terapeuta attraverso una comprensione competente.

La relazione è quindi una parte molto importante della cura.

Se l’alleanza non si crea cosa succede?

Se l’alleanza non si crea la terapia “non funziona”. I casi di terapia con esito insoddisfacente, infatti, sono spesso collegati a un processo interpersonale negativo, per esempio interazioni ostili e complesse fra i terapeuti e i pazienti.

Ci possono essere dei momenti in cui la relazione con il nostro terapeuta sembra non funzionare?

Ci possono essere dei momenti negativi durante una terapia (es. sfiducia nel modo in cui stiamo lavorando con il nostro terapeuta). Momenti di tensione e frattura sono qualcosa di inevitabile. Un bravo terapeuta è in grado di lavorare con il paziente anche in questi momenti riuscendo a sanare anche tali fratture.

Le cellule fondamentali che costituiscono il cervello si chiamano neuroni. I neuroni per comunicare e scambiarsi dei messaggi si avvalgono delle sinapsi (la loro parte finale). Nelle prime fasi di vita, fino agli 8 anni di età, vi è un rapido sviluppo del numero delle sinapsi.

Neurone

Immagine di un neurone

In seguito, anche in base alle esperienze e agli apprendimenti che facciamo, si assiste a una progressiva e naturale eliminazione chiamata “potatura” delle sinapsi. In questo modo ogni cervello si specializza e ogni soggetto sviluppa e rafforza le propri attitudini e competenze.

Partendo da questo presupposto siamo in grado di affermare che le esperienze che ogni persona vive, incidono sui collegamenti sinaptici che il cervello crea. Le esperienze positive favoriscono i processi maturativi, al contrario esperienze negative o traumatiche possono ritardare o impedire la formazione di certi processi alterando anche il volume di certe strutture cerebrali. Continua…