Dott.ssa Donatella Romanelli - Psicologa e Psicoterapeuta a Como
Articolo di Donatella Romanelli
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Tenere un neonato in braccioPer un bambino essere tenuto in braccio non è solo un’esperienza piacevole, ma è utile per crescere sereno e sicuro.

Donald Winnicott, medico e psicoanalista inglese (1896-1971), ha dedicato gran parte del suo lavoro clinico all’osservazione della relazione madre-bambino per sviluppare teorie utili alla pratica psicoterapica. Il suo concetto di Holding (letteralmente “sostegno”) si riferisce alla capacità della mamma (e anche del papà) di saper tenere fisicamente il bambino e di contenere le sue angosce.

Nei primi mesi di vita di un bambino, la psiche, ancora immatura, si basa sul funzionamento del corpo. La psiche, infatti, nasce dal corpo, ma questa nascita dipende dal modo in cui un neonato viene accarezzato, lavato, cullato. Questi piccoli ma preziosi gesti sono percepiti, ascoltati e immagazzinati dal corpo, e danno alla psiche la possibilità o no di emergere.

Pensate alle braccia instabili, frettolose e distratte di un genitore che sballotta un neonato di pochi mesi da una parte all’altra: quali messaggi pensate possa trasmettere al piccolo?

Winnicott affermava che un “difettoso modo” di sorreggere il neonato provoca nello stesso molta angoscia (sensazione di disintegrarsi, di precipitare nell’infinito; il sentimento che non si possa ricorrere alla realtà per essere rassicurati; altre ansietà “psicotiche”).

La manipolazione del bambino facilita la formazione di un’unione psico-somatica e accresce il senso del “reale” come opposto al “non-reale”. Pertanto, “una difettosa manipolazione ostacola lo sviluppo del tono muscolare e di ciò che è detto ‘coordinazione’, e la capacità di conseguire la piena esperienza del funzionamento del corpo e di ESISTERE” (Winnicott, 1968).

Tenere correttamente in braccio il bambino è, quindi, un vantaggio per il suo sviluppo psicologico. Esistono, però, anche altri strumenti che possono facilitare la nascita della psiche nel bambino di pochi mesi. Ad esempio, la sintonizzazione con il suo corpo attraverso il riconoscimento delle varie parti che lo compongono, attraverso delle esperienze sensoriali piacevoli.

Un libro utile in tal senso, che i genitori possono utilizzare, è “Rime Per Le Mani” (2009), edito dalla Franco Cosimo Panini Editore. Le filastrocche di Chiara Carminati si accompagnano alle grandi illustrazioni di Simona Mulazzani e alle musiche di Giovanna Pezzetta (troverete il cd allegato).

I testi, incentrati sul corpo del bambino, parlano di dieci dita piccole, di spalle basse e spalle alte, di guancia luna e guancia sole, di sbadigli molli. Tutto è descritto in modo simpatico, ma allo stesso tempo poetico. Come la filastrocca per coccolare i piedini: “Morbido piede, piccolo pane, sempre di corsa tra spine e liane… Suona la musica della mia storia, piccolo piede, grande memoria”.

A ogni filastrocca è associato un riquadro rivolto ai genitori, con spunti per creare la “giusta interazione” con il corpo del proprio bambino.

Come affermava Winnicott (1968), “lo sviluppo implica il retaggio di un processo di maturazione e l’accumularsi di esperienze di vita; ma questo sviluppo non si attua se non in un ambiente che lo faciliti”.

Per ulteriori approfondimenti:

Donald W. Winnicott (1968), “La famiglia e lo sviluppo dell’individuo”. Armando Editore, Roma.

Articolo di Donatella Romanelli